Chi siamo

LA CONSULTA DEL VOLONTARIATO DEL MUNICIPIO ROMA II

La Consulta del volontariato del Municipio II, in seguito all’accorpamento dei Municipi II e III, disposto dallo Statuto di Roma Capitale, approvato dall’Assemblea Capitolina  con deliberazione del 7 marzo 2013,   è stata riconfermata con Delibera n. 29 del 28 luglio 2017 del Consiglio del Municipio II.

Della Consulta, così riconfermata, fanno parte automaticamente i membri già presenti nella Consulta dell’ex Municipio II, i nuovi Organismi accreditati afferenti all’ex Municipio III e gli Organismi che presenteranno formale domanda di adesione secondo le procedure previste nel Regolamento (allegato B alla delibera n. 29 del 28 luglio 2017).

 

SCOPO E FINALITÀ

La Consulta del volontariato è un Organo consultivo del Municipio Roma II, il cui scopo è quello di stimolare la partecipazione  delle organizzazioni e degli enti di tutela che si occupano di temi sociali nel territorio del Municipio II, favorendo così il coordinamento tra gli  interventi sociali pubblici  e  privati, promuovendo iniziative volte  ad acquisire una più ampia conoscenza dei bisogni sociali del territorio, favorendo  una programmazione dei servizi sociali e di promozione dei diritti più rispondente alle effettive esigenze della popolazione.

Il volontariato ha quindi lo scopo di rilevare le criticità presenti nel territorio municipale, svolgendo un ruolo di raccordo tra cittadini e istituzioni.

L’organizzazione complessa, Municipio/Volontariato, persegue le finalità della Legge Quadro 328/2000, che ha attribuito al Comune una centralità simbolica della molteplicità delle iniziative nei territori municipali, sviluppando un lavoro sinergico che rappresenta un valore aggiunto per la soluzione/contenimento dei problemi che emergono nel vissuto.

ORGANISMI ACCREDITATI (Associazioni e Gruppi di volontariato)
Guarda tutte le Associazioni aderenti

 

LOGICHE OPERATIVE DELL’ATTIVITÀ DEI MEMBRI DELLA CONSULTA

Al fine di ottimizzare le risorse di cui sono portatori i membri della Consulta, l’Assemblea della Consulta medesima, nella riunione del 16 ottobre 2017, ha votato all’unanimità dei presenti la seguente proposta di adozione di specifiche linee programmatiche:

PREMESSA

La Consulta è formata da una pluralità eterogenea di organismi del volontariato, ciascuno avente un proprio campo di azione. La diversità di competenze rappresenta una preziosa risorsa per le politiche del Municipio.

Al di là delle differenze, infatti, c’è un denominatore comune che rende possibile l’appartenenza di soggetti dagli interessi eterogenei a un unico organismo, ovvero quello della Consulta.

Come membro, ciascuno organismo produce un risultato funzionale al comune progetto: il miglioramento della qualità della vita nel territorio municipale, che rappresenta la ragione dell’Istituzione della Consulta (Legge quadro 238/2000).

Nessun membro, operando singolarmente, pur se produce risulti apprezzabili, non può avere tuttavia la capacità di assicurare lo sviluppo della qualità auspicata.

Perché il contributo degli operosi organismi di volontariato non sia una goccia nel mare, è necessario che condividano un comune progetto al quale ognuno può apportare un proprio contributo.

Soltanto il consorzio delle competenze, che la Consulta rappresenta, può dunque promuovere, de facto, lo sviluppo qualitativo. Fermo restando che, per un funzionamento ottimale, la condivisione di un piano programmatico è una condicio sine qua non. Come tale, va elaborato alla luce delle criticità che ciascuno, nel proprio campo di azione, rileva nel territorio municipale.

PUNTI FOCUS DELLE LINEE PROGRAMMATICHE

Le linee programmatiche non limitano il lavoro delle Associazioni e dei gruppi di volontariato. Al contrario, nel rispetto degli spazi dell’autonomia operativa di ciascuno di essi, le linee programmatiche aprono nuovi spazi dilatando quelli delimitati dai loro spazi di azione.

Pertanto, ognuno persegue gli obiettivi operativi che il campo di propria competenza richiede ma operando nell’ottica di obiettivi strategici condivisi. Ciò vuol dire che, come dal dettato normativo della Legge Quadro 328/00 Art. 3 comma 1, operare in un sistema integrato per governare il ben-essere sociale.

Per la progettazione delle linee programmatiche, gli organismi devono:

  • identificare le criticità nelle proprie aree di competenza
  • costruire una mappatura delle criticità rilevate nel territorio municipale
  • identificare e analizzare i problemi
  • individuare eventuali interconnessioni tra i problemi
  • individuare gli organismi di volontariato le cui competenze sono richieste in ragione delle interconnessioni tra i problemi
  • sviluppare progetti cooperativi per intervenire contestualmente nella rimozione e/o contenimento dei problemi.

In assenza di condivise linee programmatiche, la Consulta perde il suo ruolo e il suo valore e il lavoro dei singoli membri diminuisce di efficacia come membro della Consulta.

Sono state pertanto predisposte schede di rilevazione delle criticità in linea con quanto esposto, al fine di fare una mappatura dei bisogni del territorio e sviluppare interventi integrati per promuovere la solidarietà sociale, con la valorizzazione delle iniziative delle persone, dei nuclei familiari, delle forme di auto-aiuto e di reciprocità, e della solidarietà organizzata.